Fast Fashion, quando la moda diventa dannosa per l’ambiente.

Il termine Fast Fashion è diventato virale negli ultimi anni, specialmente da quando Kim Kardashian ha lanciato una causa da 10 milioni di dollari contro il marchio del Fast Fashion “Missguided” per aver usato il suo nome e la sua immagine senza il suo permesso. Ma cos’è esattamente la Fast Fashion, o moda veloce? La Fast Fashion è costituita da abiti e accessori economici e di tendenza che spesso fanno riferimento a importanti collezioni di designer o alla cultura delle celebrità. Sono realizzati in volumi elevati e a basso costo e quindi resi facilmente disponibili per una frazione del prezzo dell’originale. Ma che impatto ha la Fast Fashion sul mondo della moda e sull’ambiente in cui viviamo?

La storia del Fashion

Mentre i nostri antenati iniziarono ad utilizzare i vestiti per pura necessità, nel corso della storia diventarono molto più di questo. La gente capì il potere dei vestiti, tanto che dal medioevo i vestiti diventarono sia una forma di espressione che di autodeterminazione.
Tuttavia, la moda era un settore lento. I disegni andavano disegnati, i materiali acquistati (o spesso realizzati) e gli abiti andavano quindi creati, spesso a mano. Ma col passare del tempo, con la rivoluzione industriale e con l’avanzare delle tecnologie, l’approvvigionamento / creazione di materiali e manodopera divenne più facile, più economico e più veloce. Negli anni ’60 e ’70, ad esempio, la moda aveva iniziato a diventare più accessibile – e accessibile – alle masse.
Negli ultimi vent’anni, con l’avvento dei social media e dello shopping online, è nata una nuova industria della moda, diventata nota come “fast fashion”.

Che cos’è il Fast Fashion?

Rivenditori globali come H & M, Topshop e Zara sfornano vestiti più velocemente di quanto tempo i grandi stilisti impieghino inviare le tendenze in passerella. Per un costo decisamento inferiori di quello imposto dai grandi marchi hanno permesso ai consumatori di vivere la moda in modo completamente diverso. I clienti possono infatti rimanere al passo con le ultime tendenze, e qualche volta anticiparle, senza dover spendere un’occhio della testa. Mentre l’industria della moda era un tempo un club esclusivo, dominato dall’élite e dai ricchi, in questi giorni chiunque, in qualsiasi parte del mondo può soddisfare la propria sete di stile.

Ma a che prezzo arriva la moda veloce?

L’impatto della moda veloce sul pianeta è immenso e molto preoccupante. Il settore della moda è il secondo più grande inquinatore dopo l’industria petrolifera. La fast fashion alimenta maggiormente l’inquinamento attraverso l’uso di tessuti economici e tossici, nonché pratiche dannose lungo le catene di fornitura e consegna.
E non sono solo i rivenditori, ma anche noi, i consumatori a contribuire a questo fenomeno. Con la stessa rapidità con cui compriamo i vestiti, li stiamo anche buttando fuori. Non esiste più la mentalità di “mantenere qualcosa per sempre” ma la moda è diventata monouso, indossiamo qualcosa una volta (o una manciata di volte) per poi scartarla via.

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