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Evento enogastronomico al centro di Roma e la tradizione fa il tutto esaurito

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Ci troviamo in una parallela di Via Veneto, a Via Emilia 60, proprio alle spalle della casa della Dolce Vita che pian piano sta cedendo il passo. Siamo al centro di una Roma che di tradizione ormai ha sempre meno, dove per vedere qualcosa di romano per fortuna sono rimasti gli immancabili monumenti e qualche centurione con cui fare le foto davanti al Colosseo. Di Ristoranti tipici si sente vagamente l’odore, ma se si rimane lì a due passi da Villa Borghese, il profumo della città eterna si arricchisce giorno dopo giorno. Ieri sera eravamo presenti ad un evento enogastronomico organizzato dal Ristorante Peppone, uno dei più antichi di Roma e che dal 1890 è sempre della stessa famiglia, tramandato da padri a figli. I tre cugini che lo gestiscono – Fabio Tozzi, chef e Giampaolo Tozzi e Fabrizio Squarcia in sala – credono nelle tradizioni e ieri ne abbiamo avuto la prova. La cucina romana si è sposata infatti con uno spettacolo durato per tutta la serata, dove gli Stornellatori Romani hanno allietato le portate con le canzoni romanesche e gli stornelli lanciati lì per lì coinvolgendo gli ospiti. Tutto esaurito per l’evento. Il locale era pieno e siamo arrivati all’una di notte senza neanche accorgercene.

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I piatti eccellenti sono partiti con la classica pizza e mortadella (Pizza e mortazza) e i lupini che ci aspettavano sui tavoli apparecchiati, insieme al primo vino della Tenuta Tomasella, il Rigole Brut, che ha affiancato ogni pietanza con differenti calici e tipologie di vino. L’antipasto a base di carciofi alla romana, fegatini, puntarelle in salsa di alici e altro ancora. Due i primi abbinati al Le Bastìe Bianco e il Rosso di Rigole: dei deliziosi ravioli al pecorino romano con ragù di coda alla vaccinata fatti in casa dallo Chef Fabio Tozzi che insieme a Tullio Toro ha veramente dato il meglio di sé per questa serata inappuntabile! Una nota di merito per la Cacio e Pepe, una delle migliori mai mangiate fino ad oggi.

Per secondo il baccalà con l’uvetta, particolare, saporito e buonissimo come tutto il resto. Il dolce poi è stato accompagnato dal rinomato Chinomoro, particolarissimo e con mille sfaccettature che insieme alla schiacciata al cioccolato con gelato di vaniglia e salsa di arancio ha concluso al meglio la serata. Ma come se non bastasse, lo chef ci ha sorpresi con uno zabaione al Chinomoro e li era obbligatorio chiedere il bis!

Parlando con gli Stornellatori Romani tante sono state le conclusioni sul discorso tradizione, un qualcosa che stiamo perdendo noi e che viene più apprezzata all’estero. Eppure passare una serata tra stornelli e piatti tipici è veramente piacevole e non dovrebbe mancare a nessun viaggiatore che approda qui a Roma, né tantomeno a noi “indigeni” che stiamo perdendo il gusto della nostra romanità a vantaggio di sushi e paella. Variare è sempre cosa buona, ma non ci scordiamo che una buona cacio e pepe vince sempre su tutto!

Di seguito la galleria fotografica della serata!

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