E’ boom di baby-fumatori in Italia, e non solo di sigarette…

baby-fumatori

Le sigarette, e in particolare gli effetti che il fumo può avere sugli esseri umani, soprattutto con un uso continuo e prolungato nel tempo, sono stati al centro di molti studi nel corso degli anni, ed è stato più volte ribadito come proprio il fumo sia uno dei fattori che aumenta in maniera considerevole il rischio che insorgano malattie di vario genere, in particolare tumori come quello ai polmoni, mettendo a serio rischio la vita delle persone che fumano.

Nonostante questo sono milioni in tutto il mondo le persone che continuano ad accendere sigarette a discapito della propria salute, e questo dato è sembra aver raggiunto numeri da record in Italia se si parla di baby-fumatori, con un primato del nostro rispetto agli altri paesi d’Europa, dove la media di giovani fumatori è più bassa rispetto a quanto si registra in Italia.

E’ quanto emerge dal nuovo rapporto ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) che ha coinvolto 35 paesi europei e un totale di 96.043 studenti, che ha analizzato il consumo di droga, alcol e sostanze psicoattive tra i giovani nelle scuole, evidenziando numeri che vedono l’Italia primeggiare rispetto agli altri paesi europei. Il 37% dei giovani italiani è considerato un fumatore abituale, e se negli ultimi 20 anni il numero di persone che inizia a fumare prima dei 13 anni si è ridotto in maniera importante, esistono delle eccezioni tra cui troviamo anche il nostro paese oltre a Francia, Cipro e Romania. Il pericolo di avvicinarsi alle sigarette da giovani è che il vizio resti per tutta la vita, e in tal senso il rischio aumenterebbe con il diminuire dell’età. Le sigarette non sono però l’unico vizio, e il 27% degli adolescenti italiani ammette di fumare cannabis, dato che non fa alcuna distinzione tra fumatori abituali e occasionali, con un ulteriore 7% che preferisce invece altri tipi di droghe, dall’ecstasy al crack, fino alle amfetamine e la cocaina e anche in questo caso il dato è superiore alla media europea, che si ferma al 5%.

Desta maggiori preoccupazioni, invece, il dato in crescita del numero di adolescenti che fa sempre più uso di sostanze psicoattive che possono avere effetti diversi e risultare molto pericolosi per la salute, e sarebbe il 4% degli adolescenti italiani a farne uso. La sostanza più diffusa in tutto il territorio europeo, tuttavia, continua ad essere l’acol. Sono 4 su 5 gli studenti europei che consumano abitualmente alcolici, con un 48% che registra un forte consumo nell’arco di 30 giorni. In questa classifica l’Italia risulta il sesto paese in Europa in cui gli adolescenti consumano alcol, con un dato del 57% che risulta inferiore rispetto a paesi come Danimarca, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia Austria e Bulgaria.

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