Chi è ancora “Charlie” dopo la vignetta sul terremoto? La satira è pur sempre satira?

charlieLa satira fa ridere finché non ci prende in prima persona. Il diritto alla satira e al poter esprimere sempre e comunque quello che si pensa, in casa propria, vacilla. E così la vignetta francese di Charlie Hebdo sul terremoto in Italia fa scalpore. La vignetta pubblicata il 31 agosto in ultima pagina e con il titolo “Sisma all’Italiana“, firmata dal fumettista Felix, lascia tutti con l’amaro in bocca. In una giornata in cui si piangono le vittime e le macerie di paesi interamente distrutti, c’è poco da ridere, ma la denuncia va oltre il disegno, va a chi non è riuscito a interrompere questo bagno di sangue dopo aver già passato più volte questi disastri in casa propria.

Il sangue rappresentato come salsa al pomodoro e i morti sepolti dalle macerie come un piatto di lasagne. Il periodico satirico vittima a sua volta di un attentato islamico proprio per il suo saper far satira sempre e comunque e tanto difeso da tutto il mondo con la frase “Io sono Charlie”… ha perso parecchie adesioni, con questa copertina alternativa, insieme alla freddura che recita: “Non si sa se il terremoto abbia urlato Allah U Akbar prima di colpire“.

 

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