Censis: in Italia crescono le spese per la telefonia mobile e non solo

In Italia le tecnologie di ultima generazione continuano ad attirare un pubblico sempre più vasto, e allo stesso modo se nel mondo l’accesso ad internet continua ad ottenere una crescita consistente, anche l’Italia non è da meno evidenziando un numero sempre maggiore di persone che accedere alla rete e alle sue enormi opportunità.

Analizzare i dati relativi alla crescita dei principali strumenti di comunicazione in Italia può essere molto interessante, per comprendere come cambiano le abitudini degli italiani. E’ per questo che appare interessante il 14° rapporto sulla comunicazione realizzato da Censis e Ucsi, che rivela dati in crescita per quanto riguarda la diffusione di internet nel nostro paese, le spese per la telefonia mobile e molto altro.

Il primo dato da tenere in considerazione è quello dell’accesso ad internet. Oggi il 75.2% degli italiani accede ad internet, una crescita limitata all’1.5% rispetto all’anno scorso ma comunque continua. In questo contesto, l’86.9% possiede un telefono cellulare e il 69.6% uno smartphone. Le piattaforme di comunicazione più usate si confermano WhatsApp con il 65.7%, Facebook con il 56.2% e YouTube con il 49.6%. E mentre Twitter si mantiene con una diffusione del 13.6%, notevole è il successo ottenuto da Instagram che da poco meno del 10% degli utenti ha raggiunto adesso una diffusione del 21% nel nostro paese.

Un altro dato curioso è quello relativo ai consumi. Se le spese generali effettuate dagli italiani, dal 2007 al 2016 hanno registrato una flessione pari al 3.9%, diversa è la situazione per quanto riguarda le spese relative alla telefonia mobile. Nel periodo considerato, le spese destinate all’acquisto di smartphone hanno registrato un vero e proprio boom pari al 190% (circa 6 miliardi di euro). Sono diminuiti, invece, i consumi per le spese di telefonia e per l’acquisto di libri e giornali.

I dati in questione confermano che solo il 35.8% degli italiani legge i giornali, mentre il 45.7% legge libri. In crescita anche la mobile tv che ha raggiunto una diffusione del 22.1%, mentre la tv tradizionale continua a dominare con il 92.2% e la tv satellitare raggiunge quota 43.5%. Allo stesso modo continua a mantenere una grande popolarità la radio utilizzata dall’82.6% della popolazione.

A crescere in maniera positiva anche le piattaforme per la fruizione di contenuti video o audio, come ad esempio i colossi Netflix e Spotify. Nel primo caso sono l’11.1% gli italiani che guardano video dalle piattaforme online, mentre il 10.4% della popolazione si affida alle piattaforme di streaming audio.

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