Bollette: presto sarà obbligatorio per gli operatori indicare la data di spedizione

Esci di casa, apri la cassetta postale per controllare se ti è stato consegnato qualcosa e trovi le solite bollette da pagare, che si tratti di gas, luce, telefono o altre utenze. Quando, tuttavia, apri la busta per leggere l’importo da pagare, trovi l’amara sorpresa. La bolletta è già scaduta, oppure mancano solo pochi giorni e sei già consapevole che a causa degli impegni non farai in tempo a pagare entro la data riportata nella lettera.

A tutti sarà capitato almeno una volta di vivere una situazione simile, e i più sfortunati sono ancora oggi costretti a vivere ogni mese quanto appena descritto, senza sapere in effetti di chi sia la responsabilità, se dell’operatore postale che ha consegnato la lettera in ritardo o dell’azienda che fornisce il servizio che ha effettuato la spedizione in ritardo. Fortunatamente, a breve, la situazione dovrebbe cambiare, grazie ad un provvedimento inserito nella Legge di Bilancio 2018.

Quello delle bollette ricevute in ritardo è un fenomeno più diffuso di quanto si pensi. In alcuni casi il ritardo può essere casuale, ma non è da escludere che alcuni operatori adottino questa strategia per spingere i clienti a pagare gli interessi di mora dovuto al pagamento successivo alla data di scadenza. Il problema, tuttavia, è l’impossibilità di stabilire il vero responsabile generando in molti casi contenziosi tra i gestori dei servizi (ad esempio luce e gas) e i clienti.

Le nuove regole approvate con la Legge di Bilancio 2018, tuttavia, potrebbero risolvere il problema alla radice. E’ importante sottolineare come il provvedimento non sia ancora entrato in vigore. Ma in cosa consiste, effettivamente, la soluzione di cui stiamo parlando?

Secondo quanto previsto dalle nuove regole, gli operatori postali quando riceveranno la lettera, dovranno stampare sulla busta la data in cui questa è stata spedita. Per i clienti sarà così possibile capire se il responsabile dell’eventuale ritardo è il servizio postale o l’azienda che fornisce il servizio (luce, gas, telefono ecc.).

Adesso l’Agcom avrà il compito di decidere le modalità in cui gli operatori postali dovranno applicare la data di spedizione sulle lettere in modo da adeguarsi alle nuove regole e, in seguito, la palla passerà al Ministero dello Sviluppo Economico che dovrà fare in modo di renderle operative. Riguardo ai tempi, l’Agcom considera adeguati 6 mesi di tempo per consentire a Poste Italiane e gli altri operatori del settore di rispettare il nuovo provvedimento.

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