Asciugamani: come evitare che diventino ricettacolo per batteri e infezioni

Abbiamo visto cosa accade se non cambiamo spesso il pigiama e anche cosa potrebbe rintanarsi nei nostri materassi. Ma avete mai pensato alle insidie nascoste tra gli asciugamani? Anche se usati proprio per fini igienici, gli asciugamani sono nido di germi e batteri. Ma non dobbiamo rassegnarci al semplice dato di fatto perché è possibile invece mantenerli puliti nel vero senso della parola. Stiamo parlando degli asciugamani da bagno e da cucina che secondo molti studi sono il nido ideale per diversi tipi di batteri che prolificano anche grazie all’umidità presente negli stessi tessuti, proprio perché entrano in contatto con mani umide e bagnate.

Quelli che portano maggiori rischi sono i batteri coliformi spesso annidati nei panni da cucina e negli asciugamani del bagno. Il rischio è quello di far entrare in contatto poi gli asciugamani con cibi, carne, pesce, verdure fino a contaminarli. Nel bagno avviene la stessa cosa mettendo l’asciugamano a contatto con il viso, il corpo. Una malsana abitudine che hanno in molti è anche quella di usare l’asciugamano, una volta lavati, per asciugare anche il lavandino bagnato senza contare che così facendo mettiamo a contatto il tessuto con tutto ciò che può non essere igienicamente pulito come le maniglie delle porte o il ripiano del lavandino. Inoltre, gli asciugamani sono pieni di cellule epiteliali morte e flora batterica cutanea. Lasciati ad asciugare in un bagno umido diventano il punto migliore per la riproduzione stessa dei batterio.

Bisogna quindi cambiare spesso gli asciugamani e lavarli alla giusta temperatura, 60° per avere efficacia, o a temperature più basse ma aggiungendo antibatterici. L’asciugatura ideale è quella all’aria aperta. Ideale è anche prelevare con candeggina per pochi minuti.

Infine evitare di condividere gli asciugamani e anche in casa ognuno deve avere il suo.

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