Amazon: sciopero dei corrieri in Lombardia

Amazon, il colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos, si sta espandendo in tutto il mondo. Da poco ha raggiunto e superato in borsa il valore di 1000 miliardi di dollari. Anche in Italia la diffusione del gigante dello shopping online prosegue ormai da diversi anni, con il conseguente aumento delle spedizioni sul territorio nazionale e l’apertura di nuovi centri per la logistica, indispensabili per la gestione delle spedizioni.

Ma le difficoltà, di certo, non mancano, e ancora una volta vengono messi in evidenza dagli stessi lavoratori. E’ quanto accaduto oggi in Lombardia, dove i corrieri hanno deciso di incrociare le braccia a causa di quelli che vengono descritti come carichi di lavoro ormai insostenibili affrontati quotidianamente dai fattorini, con il conseguente aumento del lavoro straordinario.

A partire dalle 6:30 di oggi, è stato proclamato uno sciopero dei corrieri che lavorano in subappalto per Amazon, con presidi presso le principali sedi lombarde, da Milano a Origgio (provincia di Varese) fino a Buccinasco. E’ innegabile come l’attività di Amazon in Italia, e in particolare nella regione Lombardia sia aumentato in maniera esponenziale negli ultimi anni, portando all’apertura di nuove sedi. L’aumento dell’attività, tuttavia, secondo la Filt-Cgil ha costretto Amazon ad affidare il lavoro ad una maggiore quantità di società in subappalto.

Nella nota diffusa dai sindacati, si legge:Ci troviamo di fronte a carichi di lavoro insostenibili, nastri lavorativi inutilmente prolungati con straordinari spesso non retribuiti, l’ingresso di numerose nuove Società in appalto con conseguente frantumazione della Filiera e un continuo spostamento di rotte da un Azienda ad un’altra che portano al costante travaso di personale senza le dovute garanzie ed un vero coinvolgimento del Sindacato. Amazon deve capire che i Drivers rappresentano l’immagine stessa della Multinazionale, sono uomini e donne che hanno il DIRITTO ad una vita lavorativa sicura, con salari adeguati e un’organizzazione del lavoro equa e dignitosa”.

La richiesta dei lavoratori comprende non solo la riduzione dei carichi di lavoro, considerando che un corriere Amazon oggi consegna il doppio dei pacchi rispetto ai colleghi di altre aziende. Ma viene anche chiesto che venga discusso un percorso di stabilizzazione dei dipendenti precari, l’adozione di un orario di lavoro sicuro che riduca gli straordinari, un aumento dei salari e maggiore sicurezza per i dipendenti.

Adesso resta da capire quale sarà la risposta di Amazon alle richieste dei sindacati, mentre si avvicina sempre più il periodo dell’anno in cui aumentano in maniera esponenziale gli ordini e quindi le spedizioni effettuate dal colosso dell’e-commerce.

C’è da dire che non si tratta della prima volta che Amazon si trova ad affrontare una situazione simile. Risale all’anno scorso lo sciopero nello stabilimento di Castel San Giovanni che, pochi mesi fa, ha portato ad un accordo con i sindacati con una riorganizzazione dei turni di lavoro dei dipendenti.

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