Amazon chiude il suo marketplace online in Cina, a causa della concorrenza di Alibaba e JD

Amazon negli ultimi vent’anni è riuscita ad imporsi sul mercato come una delle multinazionali più importanti al mondo. Dall’e-commerce omonimo fondato da Jeff Bezos (da tempo diventato l’uomo più ricco al mondo), dagli USA il gigante Amazon è cresciuto anche nel resto del mondo investendo in molti settori diversi e aumentando la sua presenza in molteplici territori per aumentare e diversificare la sua clientela.

Considerati i risultati raggiunti dalla società in questi ultimi anni, è difficile immaginare che un colosso del calibro di Amazon possa incontrare ostacoli nei suoi piani di espansione. Ma è proprio ciò che sembra essere accaduto in quello che rappresenta il paese più grande al mondo, e almeno all’apparenza con le maggiori opportunità di crescita. E’ oggi che Amazon ha confermato attraverso un portavoce, la decisione di chiudere il suo marketplace in Cina, chiamato Amazon China. I motivi vanno ricercati nella forte concorrenza di altri due colossi locali del settore, come Alibaba e JD.com.

La conferma è arrivata proprio da Amazon, che ha confermato la decisione di chiudere il suo negozio digitale in Cina a partire dal 18 luglio prossimo. Le motivazioni riportate sarebbero legate alle difficoltà incontrate da Amazon nella crescita, rendendo impossibile generare sufficienti profitti sul mercato cinese. Ma in che modo questa scelta si ripercuoterà sui consumatori?

L’azienda guidata da Bezos informerà della decisione i venditori cinesi che dal 18 luglio non sarà più possibile vendere prodotti attraverso Amazon.cn, ma farà in modo di offrire il massimo supporto per rendere la transizione quanto più semplice possibile. Allo stesso modo i clienti cinesi non potranno più acquistare prodotti locali da venditori terzi attraverso il marketplace di Amazon. Inoltre la decisione potrebbe ripercuotersi su alcune sedi locali gestite da Amazon, che potrebbero chiudere o subire dei tagli. In questi casi, comunque, i dipendenti coinvolti verranno aiutati a trovare una nuova occupazione. Ma questo non significa che l’azienda si ritirerà completamente dal mercato cinese, abbandonando i clienti, (venditori e acquirenti) acquisiti in questi anni.

I venditori che fino ad oggi hanno usato la piattaforma per vendere i propri prodotti, potranno continuare a farlo attraverso Amazon Global Selling, che continuerà ad esistere. Allo stesso tempo, i consumatori potranno decidere di continuare ad acquistare prodotti dal portale di e-commerce, affidandosi agli store online dell’azienda in USA, Regno Unito, Giappone e Germania.

In Cina, Amazon continuerà a mantenere attivi i suoi Global Store, la piattaforma Global Selling, i prodotti della linea Kindle e relativi servizi e infine Amazon Web Services, la società di cloud computing gestita dalla multinazionale.

Riguardo alla decisione di chiudere il marketplace cinese da parte di Amazon, non appare certo come una scelta insensata. Soprattutto se si considera che recenti dati hanno confermato che i giganti TMall, di proprietà del gruppo Alibaba, e JD.com, gestiscono almeno l’82% del settore delle vendite online in Cina. Un dato che lascia poco spazio alle interpretazioni.

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