Amazon brevetta braccialetto elettronico per ottimizzare il lavoro dei dipendenti. Ed è subito polemica

L’espansione globale registrata da Amazon negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, e le ha permesso di crescere anche al di fuori degli USA raggiungendo i principali paesi d’Europa con centri di smistamento per la gestione delle spedizioni, in modo da ottimizzare l’attività della società rendendo ancora più veloci le consegne a prescindere dal paese dal quale si effettuano ordini sul celebre portale online.

Uno dei punti di forza di Amazon si trova proprio nel processo di gestione degli ordini, preparazione e spedizione dei pacchi, che tuttavia in più di un’occasione non ha mancato di scatenare polemiche soprattutto in seguito agli scioperi dei dipendenti che hanno posto l’attenzione sugli enormi carichi di lavoro che i dipendenti dell’azienda devono sostenere. Ecco quindi che, in questi giorni, Amazon è finita ancora una volta al centro di polemiche, a causa di un brevetto che descrive un braccialetto elettronico che servirebbe ad “ottimizzare” il lavoro dei dipendenti nei magazzini, ma che potrebbe, invece, limitare la libertà degli stessi.

Tutto è iniziato quando il portale GeekWire ha parlato di alcuni brevetti depositati da Amazon nel 2016, che descrivono una braccialetto elettronico wireless destinato ai dipendenti della società, per ottimizzare il loro lavoro e renderli ancora più rapidi ed efficienti. Questo dispositivo sarebbe in grado di ricevere i dettagli degli ordini effettuati online, comunicando con dispositivi posizionati nei magazzini per facilitare la ricerca dei prodotti. I dipendenti dovrebbero così essere guidati nella ricerca dei prodotti (attraverso apposite vibrazioni emesse dal braccialetto), preparare il pacco e mandarlo in spedizione.

Quando la notizia ha fatto il giro del mondo, tuttavia, sono scoppiate le polemiche. La preoccupazione maggiore, infatti, è che questo strumento possa essere usato per monitorare i dipendenti, controllando se svolgono adeguatamente il proprio lavoro e limitando così la privacy e libertà dei lavoratori.

Ed è proprio su questo aspetto che si concentrano le dichiarazioni dei sindacati, che hanno criticato questa tecnologia ribadendo l’importanza della dignità del lavoro e del rispetto per le persone. Anche il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha ricordato che esistono delle leggi in merito all’adozione di strumenti per il controllo a distanza dei dipendenti.

Amazon ha quindi deciso di rispondere alle polemiche, definendo fuorvianti le informazioni trapelate in questi giorni in merito ai brevetti appena descritti. La società ha proseguito affermando che qualora questa tecnologia dovesse essere implementata, verrà fatto nel totale rispetto delle leggi, con il solo scopo di migliorare le condizioni di lavoro nei centri di distribuzione, come avvenuto fino ad  oggi.

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