Addio allo Shangri-La, un altro pezzo della “Bella Roma” che se ne va

Con un annuncio sulla pagina Facebook, la famiglia Corsetti comunica la chiusura dell’albergo più bello dell’Eur, quello che ha segnato tante pagine della mondanità di un tempo, della “dolce vita” degli anni settanta e ottanta, del nuovo stile e mondanità, della ricercatezza ed eleganza. Se ne va un pezzo di Roma. Una storia durata quarantasette anni.

Il 30 luglio è stato l’ultimo giorno di apertura dell’albergo. I cancelli si sono poi chiusi insieme a tanta tristezza e tante storie personali. Ci sono passati tanti personaggi famosi, tante cerimonie hanno visto i giardini, le piscine e i colori  a far da sfondo a momenti indimenticabili. Tante coppie clandestine e personaggi della finanza, politici e gente comune benestante vedeva in quel luogo un isola di serenità. Dall’esterno non si poteva capire, con quella sua architettura particolarmente bassa e in perfetto stile anni settanta, ma dentro c’era l’ambiente tipico dei migliori luoghi di vacanza, mimetizzato nella vegetazione ricercata e rigogliosa.

Enrico Corsetti,  con un messaggio:  “commozione generale, vera, sentita, a tratti sorprendente. Un legame profondo tra noi della famiglia ed in nostri collaboratori”. Ma un legame profondo si è instaurato anche con i clienti dell’hotel, alcuni dei quali, avendo saputo che “erano gli  ultimi giorni, sono venuti appositamente a manifestarci il loro affetto”.

A tutti mancherà quel Pezzo di Roma, di una Roma che via via sta scomparendo. E’ la storia che detta i tempi e i cambi generazionali. La più recente parla di peso fiscale, di impossibilità a gestire una struttura che non copriva con gli incassi i costi di gestione. Più di 300.000 euro all’anno tra Tasi e Imu sono spese forti. L’ex  consigliere capitolino Ignazio Cozzol ha ringraziato la famiglia Corsetti per le emozioni e il lavoro profuso negli anni a mantenere il livello altissimo di un posto unico: “Un’altra eccellenza romana, nell’indifferenza delle istituzioni, si arrende alla ingestibilità delle attività.

Lo Shangri-la non c’è più. Per la comunità dell’Eur ciò è una grande perdita. Per tutti coloro che arrivavano dalla Cristoforo Colombo era un posto da guardare con un pizzico di invidia per le varie Ferrari, Porsche e Rolls Royce che sostavano davanti. Un tempo passato, un altro pezzetto di un mondo che non ci appartiene più.

Arriveranno nuovi Magnati, stranieri che acquisteranno gli spazi un tempo locali, cambia il mondo, cambiano i costumi, cambiano gli investitori e chi ha i soldi per costruire e investire ancora in Italia, peccato solo che non siamo più noi, cambia anche il concetto di  noi.

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