DAC: le dermatiti che dipendono dai detersivi per i panni

Se vi capita di avere strane eruzioni cutanee e pruriti, la causa potrebbe essere legata ai detersivi usati per lavare i panni.

I dermatologi la chiamano DAC, è la così detta dermatite da contatto: una reazione allergica della pelle conseguente all’intolleranza dell’epidermide di alcune sostanze, o a volte semplicemente di una sola, il che può rendere veramente difficile una rilevazione oggettiva attraverso test specifici.

In Italia dichiarano di esserne affette più o meno costantemente, il 15% delle donne e il 7% degli uomini. In molti casi i fastidiosi pruriti, che a volte possono diventare vere e proprie eruzioni cutanee estese in tutto il corpo, fanno scattare dei meccanismi ossessivi di “caccia al colpevole”, e allora, via con i test di rilevazione, ne esistono di tutti i tipi: sugli alimenti, sulle sostanze, e persino sui tessuti. Ma non di rado capita che nonostante tutte le ricerche, da un punto di vista allergologico, il paziente risulti negativo a tutto, ovvero, secondo i test sano come un pesce e senza nessun tipo particolare di intolleranza a cibi, sostanze, tessuti ecc..

In effetti, anche secondo gli esperti, l’esperienza dimostra che tutto ciò può accadere.

Di seguito l’intervista con Francesco Gallo, amministratore dell’azienda Gallo di Genova da un secolo impegnata nella produzione di prodotti per la detergenza domestica di alta qualità, che si è dedicata negli ultimi anni alla messa a punto di una linea di detersivi ipoallergenici e non irritanti la cui formula è stata certificata dall’ISPE, uno dei più accreditati laboratori di analisi dermatologiche.

E allora che fare? <<Prima di tutto partire da cose semplici, a volte sottovalutate, ma in molti casi realmente risolutive. Una di queste è la scelta dei detersivi utilizzati per detergere i propri capi di abbigliamento o i detergenti utilizzati per le superfici domestiche. E’ psicologicamente normale, nel momento in cui si sviluppano reazioni allergiche da contatto, pensare che i responsabili possano essere eventualmente dei tessuti particolari, ma mai i detersivi, visto che erroneamente si ritiene che gli stessi vengano eliminati dai nostri vestiti nel momento del risciacquo finale. Niente di più falso: in verità gli agenti chimici preposti alla detergenza rimangono legati ai tessuti lavati in forma inerte, per poi risvegliarsi aggressivi più che mai nei momenti di sudorazione>>.

Quindi possiamo considerare i prodotti per le pulizie i principali responsabili delle dermatiti che colpiscono soprattutto casalinghe e addetti alle pulizie?

<<Direi proprio di sì, dato tra l’altro continuamente confermato da studi e ricerche condotte in tutto il mondo. Come quella da poco pubblicata sulla rivista  scientifica Annals of Allergy, Asthma and Immunology nella quale si conclude che le pulizie di casa possono risultare pericolose a causa della tossicità dei prodotti utilizzati, soprattutto per le casalinghe asmatiche, più soggette a gravi disturbi respiratori. Purtroppo si tratta dell’ennesima conferma di un pericolo già evidenziato l’anno scorso dalla Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (S.I.D.A.P.A), che attraverso un rapporto dettagliato, denunciava la drammatica condizione di un’alta percentuale di casalinghe e colf affette da fastidiose e a volte imbarazzanti allergie della pelle. Sotto accusa sempre i detersivi e i prodotti per la pulizia domestica e industriale>>.

Utilizzare molti prodotti per la pulizia e l’igiene della casa può essere un rischio anche per chi aspetta un bambino?

<<Purtroppo sì, come riporta una recente ricerca inglese condotta dall’Avon Longitudinal Study of Parents of Children, un istituto dell’Università di Bristol che ha seguito circa tredicimila bambini da prima della nascita sino a dopo i 16 anni. Lo studio  rivela che l’esposizione prima della nascita e nella primissima infanzia ad agenti chimici contenuti nei prodotti igienizzanti è collegata ad un incremento del 41% delle probabilità di ammalarsi d’asma  a partire dal settimo anno di vita>>.

Allora cosa possiamo consigliare di fare?

<<Molti dermatologi consigliano l’uso di detersivi ipoallergenici e non irritanti come i nostri Ipoallergenici USE testati da uno dei più accreditati laboratori di analisi dermatologiche, l’I.S.P.E, che tramite Patch Test (contatto diretto del prodotto con la pelle, e di tessuto lavato col prodotto applicato alla pelle) ne certifica l’assoluta ipoallergenicità e non irritabilità (nessuna reazione cutanea in nessun soggetto)./vedi box. Insomma, con gli ipoallergenici USE non solo si possono lavare i capi di abbigliamento in completa sicurezza, ma anche lavare piatti e superfici senza il fastidio di indossare guanti o di incorrere comunque in reazioni allergiche>>.

Dove si possono acquistare? << Per conoscere gli indirizzi consiglio di inviare una mail a info@use.it oppure telefonare allo 010 6502941>>.

Per valutare i test o ricevere informazioni dettagliate su tutti i prodotti basta visitare il sito www.use.it

BOX

I TEST

Per verificare se un prodotto è ipoallergenico o irritante si eseguono test cutanei su volontari umani consenzienti:

Test 1: Si applica una pezza di tessuto lavata con il prodotto sulla cute della schiena con modalità occlusiva per 48 ore.

Test 2: Si riempiono delle cellette cilindriche di alluminio con il prodotto e si applicano a diretto contatto con la pelle per 30 minuti.

Valutazione: Subito dopo la rimozione e dopo 24 e 48 ore si effettua un controllo dermatologico per evidenziare l’eventuale comparsa di reazioni cutanee allergiche.

 

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